
Il Cpn si è aperto con l’approvazione unanime di tre ordini del giorno. Il primo, proposto dal comitato di gestione, che indice il congresso tra il 24 e il 27 luglio a Chianciano Terme e fissa le modalità per il deposito dei documenti congressuali e delle sottoscrizione agli stessi. Il secondo è sulla manifestazione di sabato 17 a Verona (primo presentatore Gino Sperandio) e l’altro per il 31° anniversario dell’uccisione di Giorgiana Masi (presentatori Alfio Nicotra e Massimiliano Smeriglio). Accolto un emendamento proposto da Franco Russo (con dichiarazione di voto favorevoli di Nicola Vendola e Giovanni Russo Spena) che fissa a 3 i componenti del cpn in grado di presentare una mozione congressuale.
E’ passata a larga maggioranza (113 voti a favore) la proposta di Alberione sulle modalità di voto nei congressi di circolo. Si voterà ad orario prestabilito nella convocazione del congresso stesso (almeno 7 giorni di anticipo) per appello e contrappello nominale. La proposta di Francesco Ferrara- tenere aperte le votazioni da due a quattro ore – ha ricevuto invece 74 voti . Solo un compagno si è astenuto. A favore della proposta Ferrara è intervenuto Nicola Fratoianni segretario del regionale della Puglia mentre a favore di quella di Alberione è intervenuto Ramon Mantovani.













Verona, 4 Maggio 2008. Un ragazzo è stato barbaramente massacrato da un gruppo di neo-fascisti. Non è stato un episodio isolato, come qualcuno vorrebbe farci credere.
Le parole sono pietre e quelle del presidente della Camera Fini sono particolarmente gravi. Chi uccide selvaggiamente e agendo in modo squadristico non può avere alibi né tanto meno essere considerato meno pericoloso di chi, magari su piattaforme discutibili, manifesta un proprio dissenso. La decisione del Salone del libro di Torino di dedicare l’edizione di quest’anno alle celebrazioni per i 60 anni della fondazione dello stato di Israele, ha visto da diversi mesi aprirsi un dibattito , non solo in Italia, sul valore simbolico e politico di questo evento.
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Oggi gli esponenti della destra hanno dato una prova tangibile della cultura a cui evidentemente si sentono più vicini: quella del Ventennio. Come si spiega altrimenti che proprio oggi Berlusconi abbia incontrato un fascista dichiarato come Ciarrapico, che altri abbiano detto di aver passato la giornata a tagliare il prato o che nelle città amministrate da queste forze i sindaci non abbiano preso parte alle celebrazioni della liberazione, come è accaduto a Milano, o abbiano cercato di ostacolarne lo svolgimento. Eppure è proprio grazie a quella democrazia tornata in Italia grazie ai partigiani e alle partigiane che liberarono il Paese dalla dittatura e dall’occupazione nazista che questi signori hanno potuto vincere le elezioni. Credo che il 25 aprile dovrebbero ricordarsi di tutto questo. Ma non è così, la loro cultura sta da un’altra parte.
Ferrero: dolorosa ma inevitabile la rottura in Rifondazione. Ora congresso a tesi senza schieramenti.
24 Aprile