6 Maggio, 2008

per Nicola Tommasoli

da Paolo Ferrero

Credo che quelle di Fini siano parole incredibili e indegne di chi occupa un ruolo istituzionale di quel peso. Le sue sono affermazioni che si commentano da sole: come si può mettere sullo stesso piano l’omicidio brutale di un ragazzo con la manifestazione di opinioni, che per altro io personalmente non condivido? La destra vuole rimuovere totalmente le proprie responsabilità nell’aver creato un clima di odio nel paese da arrivare a fare affermazioni assurde come quelle di Fini. Perlomeno di fronte alla morte di un ragazzo si dovrebbe avere la decenza di dire la verità.

da posturanismo

Sono molto preoccupato per le sue gravissime condizioni di salute. Stento a crederci, picchiato a sangue perchè “diverso” da uno skinheads, diverso da loro modo di fare. Nicola, potrei essere anch’io, potrebbe essere chiunque. Su questo blog e siti come badoo, ho ricevuto insulti e minacce da parte di ragazzi che si definiscono di estrema destra. Mi dicono che mi odiano perchè odiano i comunisti ed i “froci di merda come me”. Capita la sera che torno da solo a casa, e capita molto spesso che non circoli anima viva. L’allerta è sempre alta, soprattutto in questo periodo dove “certi” si credono legittimati ad una certa “caccia”. Non ho paura per me, ho il timore che facendo del male alla mia persona , possano farlo indirettamente ai miei cari.

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6 Maggio, 2008

CdP - ciclo sul ‘68

Dopo la interessante visione del film-Documentario “sessantotto - l’Utopia della Realtà” (questa la Discussione) continua il nostro percorso di conoscenza all’interno del sessantotto.
Questa sera affronteremo il sessantotto statunitense (con le sue peculiarità culturali e politiche) attraverso la visione del film “Hair“.

3 Maggio, 2008

“Corro da solo”, disse pomposamente… verso il baratro!

Marco Fraceti

Quando Walter Veltroni presentò il progetto del Partito Democratico si vantava di essere l’unico politico che con questa scelta “coraggiosa” avrebbe movimentato e ammodernato il sistema politico italiano: meno partiti, più chiarezza e maggior stabilità.
Per fare questo, quasi come un atto purificatore, rompeva a sinistra e virava al centro. “Corro da solo” disse pomposamente.
Tutta una campagna mediatica incentrata sul voto utile che avrebbe battuto Berlusconi oppure provocato un pareggio.
Risultato finale: la PDL dispone di 40 Senatori in più a Palazzo Madama e la maggioranza assoluta a Montecitorio.
Inoltre nelle due camere non c’è più la Sinistra sia essa marcatamente Comunista e di Alternativa Anticapitalista.
Il sindaco della capitale Roma è Alemanno, moderno uomo di destra sociale, dunque neofascista.
Così nel ventaglio delle possibilità Walter Veltroni è riuscito nell’impresa peggiore: quella di consegnare il paese a Berlusconi, con una forte credibilità di Bossi al nord e di Fini al centro sud e con la cappa inquietante dei “poteri forti mafiosi” che attraversano le nervature decisionali del PDL al nord come al sud; e infine di dare la città di Roma ad un fascista e di liquidare la Sinistra dal Parlamento.

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28 Aprile, 2008

Partiti e movimenti di sinistra: eppur si muovono!

Qualche piccolo aggiornamento su Partiti e movimenti: lo scorso 24 Aprile si è tenuta la prima seduta del Comitato politico regionale di Rifondazione, con la relazione di Nicola Fratoianni. La seconda seduta, aperta ai militanti e simpatizzanti, con la conclusione del dibattito, è prevista mecoledì 30 Aprile dalle 16.30 presso l’Hotel Excelsior di via G.Petroni a Bari. In Federazione provinciale invece il Comitato Politico Federale previsto per il 29 è stato rinviato. 

Un riassunto degli scorsi giorni: mercoledì 23 Aprile Città Plurale ha riunito i soci per l’analisi del voto: al Fortino erano in duecento a discutere fino a tardi. Il 25 Aprile, anniversario della Liberazione, sono state ben due le manifestazioni con le bandiere della sinistra: al Sacrario dei Caduti Oltremare, con i militanti del Circolo “Marx” della Rifondazione Comunista e in piazza Prefettura con la deposizione di un mazzo di fiori sotto la lapide intitolata a Benedetto Petrone (i fiori erano dedicati dal PdCI, ma idealmente erano di tutti). Un centinaio di compagni/e si sono riuniti spontaneamente e in silenzio. E’ stato appeso uno striscione con la scritta “Bella Ciao” e la bandiera della Pace. Particolarmente gradito l’arrivo a un certo punto del presidente regionale dell’Anpi, il partigiano Giorgio Salamanna.

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25 Aprile, 2008

Il Prc c’è, per la sinistra tempi lunghi

da Il Manifesto - di Micaela Bongi, Andrea Fabozzi 

Ferrero: dolorosa ma inevitabile la rottura in Rifondazione. Ora congresso a tesi senza schieramenti.

Al ministero della solidarietà sociale si preparano gli scatoloni per il trasloco. 11 ministro Paolo Ferrero è adesso concentrato sul confronto dentro Rifondazione Comunista. Nell’ultimo Comitato politico nazionale ha ottenuto la maggioranza su un documento votato anche dall’area Essere comunisti di Claudio Grassi, ribaltando la maggioranza bertinottiana.

Non era più urgente ragionare sulla portata della sconfitta elettorale piuttosto che lanciare uno scontro tra gruppi dirigenti?
La sconfitta è stata enorme e nessuno se l’aspettava. Io me ne ritengo responsabile quanto gli altri compagni del gruppo dirigente. Ma subito è apparso il rischio di una dissoluzione completa di quello che rimaneva della sinistra politica. Nell’ultima parte della campagna elettorale era stato avanzato esplicitamente l’elemento dello scioglimento del Prc e della costruzione di un partito unico della sinistra. Lo ha detto Bertinotti ma non solo lui. La cosa è proseguita, nei giorni immediatamente successivi abbiamo fatto una riunione di segreteria dove Giordano ha proposto di accelerare quel processo di superamento del partito. E subito dopo la sconfitta le ipotesi emerse nel gruppo dirigente dell’Arcobaleno sono state le più varie, da chi ha detto entriamo nel Pd a chi ha detto unità dei socialisti, da chi ha detto costituente di sinistra a chi ha lanciato la costituente comunista. In quella situazione ho pensato che rischiavamo una dissoluzione. Le due ipotesi più forti, costituente della sinistra e costituente comunista, potevano realizzarsi entrambe: una riaggregazione per linee ideologiche, comunisti o non comunisti, che avrebbe determinato la spaccatura secca della sinistra.

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23 Aprile, 2008
22 Aprile, 2008

Ripartiamo dal 25 Aprile

da Essere Comunisti

Caro Direttore,
la sconfitta della sinistra e’,in primo luogo,nella società, nell’assenza
di legami sociali effettivi con chi si vuole rappresentare. Siamo stati troppo assenti dalle periferie”dolenti”, dai luoghi di lavoro dove si muore. E’ anche culturale, la sconfitta. Per quanto ci riguarda,occorre essere onesti intellettualmente prendendo atto del fallimento della linea politica scelta nel corso del VI congresso del Prc. (”Anche i ricchi piangano”, “Vuoi vedere che l’Italia cambia davvero” erano gli slogan che caratterizzarono la nostra partecipazione al governo pur in presenza di rapporti di forza sfavorevoli e in assenza di condizioni programmatiche chiare).

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20 Aprile, 2008

Comitato Politico Nazionale. Niente è dato, tanto da fare. Con tutti i compagni

da Rifondazione

di Anna Maria Bruni

Nonostante i media nei giorni seguenti il voto e fino ad oggi abbiano voluto preannunciare un incontro al calor bianco, questa prima giornata del Comitato politico nazionale è stata all’insegna della ragionevolezza. La volontà comune di non aggravare la drammatica sconfitta elettorale con un conflitto interno, valutato da tutti come l’ultimo atto fatale per il partito, ma piuttosto di mettere a valore la sua storia per ritrovarne l’indirizzo, ne ha fatto l’intento unitario che ha caratterizzato tutti gli interventi di questo pomeriggio. Affollatissimo e partecipato nelle discussioni che si susseguivano a drappelli già prima dell’ora dell’appuntamento, puntuale alle 17 Daniela Santroni, della segreteria nazionale, ha avviato il dibattito dando la parola a Franco Giordano per l’intervento introduttivo. Tre i punti essenziali sui quali si è dipanato il discorso del segretario: i passi da fare per realizzare un autentico percorso di discussione e confronto con tutti i compagni fino al congresso, le responsabilità della sconfitta, le direttrici da cui ripartire.

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19 Aprile, 2008

Ed ora… rivoluzione! Tiriamo fuori… le armi!

Riceviamo da Don Vitaliano della Sala

di don Giorgio De Capitani

Sì, ora bisogna partire a fare la rivoluzione.
Tiriamo fuori le armi…
le armi delle nostre convinzioni migliori,
le armi delle nostre scelte radicali,
le armi della nostra ostinazione
per un mondo fondato sulla giustizia per tutti!
Partiamo: facciamo la rivoluzione.Partiamo dai ragazzi ed educhiamoli al meglio,
togliendoli dagli artigli di un falso benessere,
dalla bastarda cultura dell’avere dell’Idiota,
dalle ideologie di merda della Lega.Tiriamo fuori gli ideali-ideali,
- senza cedere a compromessi -
liberandoli dai partiti osceni
di una Sinistra serva del Mostriciattolo.Crediamoci, e da oggi iniziamo
una lotta spietata, senza riverenza alcuna,
contro i falsi profeti che ci vendono fumo,
chiedendoci l’anima.Mi rivolgo agli atei, ai non credenti,

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18 Aprile, 2008
18 Aprile, 2008

Ricostruire a Sinistra

da Comunisti Italiani

Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia

Siamo comuniste e comunisti del nostro tempo. Abbiamo scelto di stare nei movimenti e nel conflitto sociale. Abbiamo storie e sensibilità diverse: sappiamo che non è il tempo delle certezze. Abbiamo il senso, anche critico, della nostra storia, che non rinneghiamo; ma il nostro sguardo è rivolto al presente e al futuro. Non abbiamo nostalgia del passato, semmai di un futuro migliore. Il risultato della Sinistra Arcobaleno è disastroso: non solo essa ottiene un quarto della somma dei voti dei tre partiti nel 2006 (10,2%) - quando ancora non vi era l’apporto di Sinistra Democratica - ma raccoglie assai meno della metàdei voti ottenuti due anni fa dai due partiti comunisti (PRC e PdCI), che superarono insieme l’8%. E poco più di un terzo del miglior risultato dell’8,6% di Rifondazione, quando essa era ancora unita. Tre milioni sono i voti perduti rispetto al 2006. E per la prima volta nell’Italia del dopoguerra viene azzerata ogni rappresentanza parlamentare: nessun comunista entra in Parlamento. Il dato elettorale ha radici assai più profonde del mero richiamo al “voto utile”:risaltano la delusione estesa e profonda del popolo della sinistra e dei movimenti per la politica del governo Prodi e l’emergere in settori dell’Arcobaleno di una prospettiva di liquidazione dell’autonomia politica, teorica e organizzativa dei comunisti in una nuova formazione non comunista, non anticapitalista, orientata verso posizioni e culture neo-riformiste. Una formazione che non avrebbe alcuna valenza alternativa e sarebbe subalterna al progetto moderato del Partito Democratico e ad una logica di alternanza di sistema.

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17 Aprile, 2008

Il processo unitario non può prescindere dal rafforzamento del PRC

Dichiarazione congiunta di Roberta Fantozzi, Imma Barbarossa e Loredana Fraleone (Segreteria nazionale Prc)

“Il voto di domenica e lunedì segna una pesante sconfitta per la sinistra nel suo insieme, che per la prima volta nella storia della repubblica non avrà rappresentanti in Parlamento, in uno scenario di vittoria della destra populista e xenofoba. Occorre una discussione ampia e partecipata nella sinistra e nel nostro partito. Una discussione che espliciti limpidamente le diverse ipotesi in campo, riconsegnando alla partecipazione democratica la sovranità su scelte e orientamenti impegnativi per il nostro futuro. Sarebbe invece solo foriero di ulteriore disorientamento che questa discussione continuasse ad avvenire fuori dalle sedi democraticamente deputate e dagli organismi di direzione politica del partito, come è avvenuto troppo spesso nei mesi che abbiamo alle spalle e anche in campagna elettorale. L’assenza di una discussione e di un orientamento esplicito impedirebbe inoltre a Rifondazione Comunista di svolgere qualsiasi ruolo reale in giorni decisivi del dibattito complessivo sul futuro della sinistra. Un futuro e un processo unitario in cui siamo impegnati e che non può prescindere a nostro avviso dal rafforzamento di Rifondazione, a partire dal coinvolgimento, dalla discussione, dalla rimotivazione delle compagne e dei compagni.

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