da Paolo Ferrero
Credo che quelle di Fini siano parole incredibili e indegne di chi occupa un ruolo istituzionale di quel peso. Le sue sono affermazioni che si commentano da sole: come si può mettere sullo stesso piano l’omicidio brutale di un ragazzo con la manifestazione di opinioni, che per altro io personalmente non condivido? La destra vuole rimuovere totalmente le proprie responsabilità nell’aver creato un clima di odio nel paese da arrivare a fare affermazioni assurde come quelle di Fini. Perlomeno di fronte alla morte di un ragazzo si dovrebbe avere la decenza di dire la verità.
da posturanismo
Sono molto preoccupato per le sue gravissime condizioni di salute. Stento a crederci, picchiato a sangue perchè “diverso” da uno skinheads, diverso da loro modo di fare. Nicola, potrei essere anch’io, potrebbe essere chiunque. Su questo blog e siti come badoo, ho ricevuto insulti e minacce da parte di ragazzi che si definiscono di estrema destra. Mi dicono che mi odiano perchè odiano i comunisti ed i “froci di merda come me”. Capita la sera che torno da solo a casa, e capita molto spesso che non circoli anima viva. L’allerta è sempre alta, soprattutto in questo periodo dove “certi” si credono legittimati ad una certa “caccia”. Non ho paura per me, ho il timore che facendo del male alla mia persona , possano farlo indirettamente ai miei cari.












Quando Walter Veltroni presentò il progetto del Partito Democratico si vantava di essere l’unico politico che con questa scelta “coraggiosa” avrebbe movimentato e ammodernato il sistema politico italiano: meno partiti, più chiarezza e maggior stabilità.
Qualche piccolo aggiornamento su Partiti e movimenti: lo scorso 24 Aprile si è tenuta la prima seduta del Comitato politico regionale di Rifondazione, con la relazione di Nicola Fratoianni. La seconda seduta, aperta ai militanti e simpatizzanti, con la conclusione del dibattito, è prevista mecoledì 30 Aprile dalle 16.30 presso l’Hotel Excelsior di via G.Petroni a Bari. In Federazione provinciale invece il Comitato Politico Federale previsto per il 29 è stato rinviato.
Ferrero: dolorosa ma inevitabile la rottura in Rifondazione. Ora congresso a tesi senza schieramenti.
Nonostante i media nei giorni seguenti il voto e fino ad oggi abbiano voluto preannunciare un incontro al calor bianco, questa prima giornata del Comitato politico nazionale è stata all’insegna della ragionevolezza. La volontà comune di non aggravare la drammatica sconfitta elettorale con un conflitto interno, valutato da tutti come l’ultimo atto fatale per il partito, ma piuttosto di mettere a valore la sua storia per ritrovarne l’indirizzo, ne ha fatto l’intento unitario che ha caratterizzato tutti gli interventi di questo pomeriggio. Affollatissimo e partecipato nelle discussioni che si susseguivano a drappelli già prima dell’ora dell’appuntamento, puntuale alle 17 Daniela Santroni, della segreteria nazionale, ha avviato il dibattito dando la parola a Franco Giordano per l’intervento introduttivo. Tre i punti essenziali sui quali si è dipanato il discorso del segretario: i passi da fare per realizzare un autentico percorso di discussione e confronto con tutti i compagni fino al congresso, le responsabilità della sconfitta, le direttrici da cui ripartire.
“Il voto di domenica e lunedì segna una pesante sconfitta per la sinistra nel suo insieme, che per la prima volta nella storia della repubblica non avrà rappresentanti in Parlamento, in uno scenario di vittoria della destra populista e xenofoba. Occorre una discussione ampia e partecipata nella sinistra e nel nostro partito. Una discussione che espliciti limpidamente le diverse ipotesi in campo, riconsegnando alla partecipazione democratica la sovranità su scelte e orientamenti impegnativi per il nostro futuro. Sarebbe invece solo foriero di ulteriore disorientamento che questa discussione continuasse ad avvenire fuori dalle sedi democraticamente deputate e dagli organismi di direzione politica del partito, come è avvenuto troppo spesso nei mesi che abbiamo alle spalle e anche in campagna elettorale. L’assenza di una discussione e di un orientamento esplicito impedirebbe inoltre a Rifondazione Comunista di svolgere qualsiasi ruolo reale in giorni decisivi del dibattito complessivo sul futuro della sinistra. Un futuro e un processo unitario in cui siamo impegnati e che non può prescindere a nostro avviso dal rafforzamento di Rifondazione, a partire dal coinvolgimento, dalla discussione, dalla rimotivazione delle compagne e dei compagni.