Sono trascorsi trenta anni dall’omicidio di Peppino Impastato e alla fine la verità è stata fissata dalla magistratura e dalla relazione della Commissione antimafia. Nel caso di Peppino Impastato lo Stato ha compiuto un vero e proprio depistaggio come recita la relazione redatta da Giovani Russo Spena. Proprio il relatore oggi ricorda due immagini: la prima è descritta dal Fratello di Peppino: «Sfilammo nel ‘79, per le troppo silenziose strade di Cinisi, facendo tesoro delle scelte e del percorso di Peppino, considerato ancora allora dallo Stato un suicida o un terrorista saltato sulla bomba che stava innescando. Nella prima manifestazione nazionale contro la mafia, organizzata da Radio Aut». «Dal Centro di documentazione di Palermo, assieme ai compagni di Democrazia proletaria e a quella parte di movimento che era rimasta profondamente colpita dall’uccisione di Peppino. Eravamo in due mila». La seconda immagine è quella di mamma Felicia che, quando nella casetta di Cinisi nel 2000 le consegnarono la relazione della Commissione antimafia che chiedeva scusa in nome del Parlamento italiano soffiò in un orecchio la frase: «Oggi mi avete resuscitato Peppino». Si chiudeva una vicenda iniziata tragicamente nel ‘78.









Le parole sono pietre e quelle del presidente della Camera Fini sono particolarmente gravi. Chi uccide selvaggiamente e agendo in modo squadristico non può avere alibi né tanto meno essere considerato meno pericoloso di chi, magari su piattaforme discutibili, manifesta un proprio dissenso. La decisione del Salone del libro di Torino di dedicare l’edizione di quest’anno alle celebrazioni per i 60 anni della fondazione dello stato di Israele, ha visto da diversi mesi aprirsi un dibattito , non solo in Italia, sul valore simbolico e politico di questo evento.
Verona, 4 Maggio 2008. Un ragazzo è stato barbaramente massacrato da un gruppo di neo-fascisti. Non è stato un episodio isolato, come qualcuno vorrebbe farci credere.
Sono molto preoccupato per le sue gravissime condizioni di salute. Stento a crederci, picchiato a sangue perchè “diverso” da uno skinheads, diverso da loro modo di fare. Nicola, potrei essere anch’io, potrebbe essere chiunque. Su questo blog e siti come badoo, ho ricevuto insulti e minacce da parte di ragazzi che si definiscono di estrema destra. Mi dicono che mi odiano perchè odiano i comunisti ed i “froci di merda come me”. Capita la sera che torno da solo a casa, e capita molto spesso che non circoli anima viva. L’allerta è sempre alta, soprattutto in questo periodo dove “certi” si credono legittimati ad una certa “caccia”. Non ho paura per me, ho il timore che facendo del male alla mia persona , possano farlo indirettamente ai miei cari.
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Qualche piccolo aggiornamento su Partiti e movimenti: lo scorso 24 Aprile si è tenuta la prima seduta del Comitato politico regionale di Rifondazione, con la relazione di Nicola Fratoianni. La seconda seduta, aperta ai militanti e simpatizzanti, con la conclusione del dibattito, è prevista mecoledì 30 Aprile dalle 16.30 presso l’Hotel Excelsior di via G.Petroni a Bari. In Federazione provinciale invece il Comitato Politico Federale previsto per il 29 è stato rinviato.