dal sito ufficiale del Comune di Mola di Bari
Intervento di Francesco Faustino, assessore al Bilancio del Comune di Mola di Bari
“Se l’obiettivo principale del federalismo fiscale è quello della responsabilizzazione delle amministrazioni locali, il progetto è partito con il piede sbagliato. Il DDL Calderoli si basa sull’assumption secondo cui l’efficienza e la qualità della spesa si possono perseguire finanziando i budget delle amministrazioni locali prevalentemente con entrate proprie, ipotizzando un modello nel quale spese eccessive o inutili, determinando un prelievo fiscale locale ingiustificato, indurrebbero gli elettori a bocciare gli amministratori incapaci. Questo approccio, apparentemente sensato, è come il modello di concorrenza perfetta in economia: bello, ma irrealistico. In particolare, dà per scontato che i livelli di spesa e quelli di entrata siano assolutamente flessibili e sincroni; viceversa, è noto come le PA siano caratterizzate da una elevata rigidità della spesa corrente e come spesso le decisioni di incremento di spesa (e i benefici in termini di consenso) possano essere facilmente assunte rinviando, anche per parecchi anni, i conseguenti inasprimenti fiscali per riportare i bilanci in equilibrio. Per questo motivo, il problema centrale è, piuttosto, quello di introdurre meccanismi in grado di rendere la spesa trasparente e controllabile a intervalli brevi; per ottenere questo, una riforma che punti seriamente alla responsabilizzazione dovrebbe passare attraverso tre tappe: a) individuare le funzioni di competenza comunale ed i Livelli Essenziali delle Prestazioni; b) fissare i costi standard delle prestazioni: il DDL per i Comuni non prevede i costi standard, bensì è basato sulla spesa standardizzata: sono due cose molte diverse, ma pare che la differenza non l’abbia colta nessuno…; c) decidere, infine, come si finanziano i LEP e come invece tutto il resto. Il percorso, invece, procede in senso inverso, e porta inevitabilmente a un vicolo cieco perché, se si parte dalle entrate: a) ciascun attore fa proposte di convenienza, in base a quanto guadagna o perde rispetto alla situazione attuale; b) l’unica soluzione “win-win” è una riforma da cui qualcuno ci guadagna ma nessuno ci perde, ma questo è inconciliabile con l’obiettivo della riduzione della pressione fiscale.


