
Il Cpn si è aperto con l’approvazione unanime di tre ordini del giorno. Il primo, proposto dal comitato di gestione, che indice il congresso tra il 24 e il 27 luglio a Chianciano Terme e fissa le modalità per il deposito dei documenti congressuali e delle sottoscrizione agli stessi. Il secondo è sulla manifestazione di sabato 17 a Verona (primo presentatore Gino Sperandio) e l’altro per il 31° anniversario dell’uccisione di Giorgiana Masi (presentatori Alfio Nicotra e Massimiliano Smeriglio). Accolto un emendamento proposto da Franco Russo (con dichiarazione di voto favorevoli di Nicola Vendola e Giovanni Russo Spena) che fissa a 3 i componenti del cpn in grado di presentare una mozione congressuale.
E’ passata a larga maggioranza (113 voti a favore) la proposta di Alberione sulle modalità di voto nei congressi di circolo. Si voterà ad orario prestabilito nella convocazione del congresso stesso (almeno 7 giorni di anticipo) per appello e contrappello nominale. La proposta di Francesco Ferrara- tenere aperte le votazioni da due a quattro ore – ha ricevuto invece 74 voti . Solo un compagno si è astenuto. A favore della proposta Ferrara è intervenuto Nicola Fratoianni segretario del regionale della Puglia mentre a favore di quella di Alberione è intervenuto Ramon Mantovani.
L’ORDINE DEL GIORNO SU GIORGIANA MASI (Alfio Nicotra, Massimiliano Smeriglio)
Approvato all’unanimità
Il Cpn del Prc impegna il comitato di gestione del partito a predisporre una delegazione che il 12 di maggio si rechi sul ponte Garibaldi a Roma a deporre un mazzo di fiori nel luogo in cui venne assassinata Giorgiana Masi.
Trentuno anni fa, una pacifica manifestazione che voleva ricordare la vittoria laica e del movimento delle donne nel referendum sul divorzio del 12 maggio 1974, veniva brutalmente repressa dalle forze dell’ordine. Giorgiana, 17 anni studentessa, mentre insieme ad altri manifestanti stava scappando verso Trastevere, veniva colpita alle spalle da un proiettile ferendola mortalmente. Documenti filmati e fotografici dimostrarono che in quella giornata agenti vestiti da manifestanti che impugnavano armi da fuoco, spararono colpi di pistola più volte e in più occasioni.
Per la prima volta il Presidente della Repubblica ha inserito Giorgiana Masi nella lista delle vittime del terrorismo. Questo fatto, sacrosanto, aumenta le gravi responsabilità del governo di allora e di chi gestiva il Viminale. In 31 anni la famiglia di Giorgiana i suoi compagni di scuola e di lotta, attendono ancora di sapere la verità. Noi non vogliamo dimenticare chi ha perso la vita nell’esercizio di un diritto democratico come quello a manifestare. Ogni ferita alla democrazia è una ferita verso tutto il popolo italiano.
SU RADIO RADICALE TUTTI GLI INTERVENTI
********************
Congresso del PRC, L’Unità ha preso una sVendola
“Nella prima giornata del weekend occupato dal Comitato Politico Nazionale si è discusso soprattutto delle regole che dovranno governare il congresso: anche la semplice decisione se votare subito dopo il dibattito o se dare più tempo ai militanti del partito cambierebbe la posta in gioco. In linea teorica, infatti, la prima procedura favorirebbe Ferrero, che ha disposizione quelle che alcuni nel partito chiamano «truppe cammellate militarizzate». Dare più tempo per il voto, invece, consentirebbe a Vendola e ai suoi di contare anche sugli iscritti che meno partecipano alla vita del partito.” Così, la parte finale di un’articolo dell’ Unità on line che parla del nostro congresso. Non c’è che dire, un bel modo hanno gli amici dell’Unità di fare chiarezza sul nostro dibattito. Per loro la divisione tra innovatori e cammellanti è già cosa data, e se questo sia da imputare ad imbeccate o meno non ci interessa. Quello che però ci preme è fare chiarezza vera, perchè il giornale del PD dimentica di dire che le modalità che Ramov Mantovani oggi ha illustrato, passate a larga maggioranza, sono state le stesse che hanno caratterizzato l’ultima conferenza nazionale dei Giovani Comunisti, che sono volte ad evitare fenomeni distorsivi e degenerativi in cui una parte dei militanti discute le varie tesi e altri vengono semplicemente a votare evitando ogni pratica partecipativa. Evidentemente l’Unità, che da un pezzo non è più il nostro giornale, ha deciso di tifare per una mozione, quella che è meno indigesta al progetto veltroniano del PD. Purtroppo, adesso è chiaro perchè il gruppo di Giordano ha voluto a tutti i costi un congresso a mozioni rifiutando la proposta unitaria del congresso a tesi: è perchè ci si preparava non a discutere della linea politica, ma a proporre una campagna leaderistica intorno al nome di Vendola. Ma Rifondazione non era contro il presidenzialismo e la deriva plebiscitaria?
********************
da APCOM
Roma, 11 mag. (Apcom) - “Mi candido alla segreteria, me lo ha chiesto la mia comunità politica”. Con queste parole Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e primo firmatario della mozione ‘bertinottiana’ al congresso di Rifondazione comunista ha confermato la sua intenzione di correre per la leadership del partito.
In una conferenza stampa che si è appena conclusa a Roma, ha fatto appello all’umiltà: “Dobbiamo imparare a correre - ha detto - mentre cerchiamo la strada”. A suo giudizio, ha spiegato Vendola, “sono saltate tutte le forme di comunità dentro cui abbiamo costruito la sinistra del ‘900″, per questo “anche se amiamo tutti le nostre bandiere, bisogna andare oltre le bandiere. Il punto è come queste diventano decisive nella vita delle persone”.
Stoccata polemica nei confronti della nuova maggioranza che si è creata nel comitato politico nazionale di Rifondazione: “Io confermo la stima e l’affetto che mi lega a Fausto Bertinotti ed ho il piacere di annunciare che sottoscriverà la nostra mozione. La stima e l’affetto, nella mia storia non sono esibiti con il bel tempo e ritirati con il cattivo tempo”.









