2 Maggio, 2008

Paolo Ferrero sulle frasi che gli sono state attribuite riguardo al dibattito interno a Rifondazione

Paolo Ferrero

Leggo con stupore e tristezza che alcune mie affermazioni rilasciate nel corso di un’intervista televisiva sono state trasformate nel senso e nei contenuti. In particolare mi viene attribuita una frase nei confronti di Nichi Vendola che non ho mai pronunciato, mi sono limitato a osservare che non si può pensare al segretario di Rifondazione, chiunque occuperà in futuro questo ruolo, come a un salvatore della patria o a un padreterno. E’ di rilanciare il nostro partito, che si doterà democraticamente del segretario che decideranno gli iscritti e gli organi competenti del Prc, che abbiamo bisogno in questo momento. Credo sia necessaria questa chiarezza perché purtroppo in queste settimane si tende a dare del dibattito interno a Rifondazione una visione deformata e grottesca che non rende giustizia dello sforzo e del dibattito che attraversa in questo momento la comunità umana e politica formata da tutti i compagni e da tutte le compagne di Rifondazione, quale che sia il loro ruolo.

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2 Maggio, 2008

1° Maggio a Mola - interventi

riportiamo gli interventi di Gianni Russo (coordinatore della Camera del Lavoro - Mola di Bari) e di Fabio Erriquenz (Rifondazione Comunista - Mola).

Gianni Russo

Porgo i migliori ringraziamenti all’Amministrazione comunale ed a quanti hanno contribuito ad organizzare localmente la celebrazione di questa ricorrenza, fortemente voluta da CGIL, CISL, UIL e ARCI, dimostrando grande sensibilità nel porre al centro dell’attenzione, anche a Mola, il delicatissimo tema della “sicurezza sul lavoro” sul quale ci soffermeremo tra poco.
E’ opportuno ricordare che il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
“Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” fu la parola d’ordine, coniata in Australia nel 1855 e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento.
(segue)

Fabio Erriquenz

care compagne e cari compagni, amici tutti
mi ritrovo nuovamente a parlare del Precariato e della Precarietà. Lo faccio in un giorno speciale, dedicato al Lavoro. Dedicato in modo particolare ad una forma del Lavoro che io non conosco ancora e non so se avrò mai l’occasione di beneficiarne. Mi riferisco ad un Contratto dignitoso, pulito, senza insicurezze sul Futuro e, in modo particolare, sul Presente. Un Paradiso che non raggiungerò mai.
Eppure nel nostro recente passato tutte le strutture sociali ed assistenziali dello Stato italiano, la stessa cittadinanza, è stata fondata sulla centralità del Lavoro. La garanzia di un Salario dignitoso, infatti, voleva assicurare un legame indissolubile tra ogni Essere umano e la Società in cui viveva. Quella garanzia del Reddito permetteva anche lo sviluppo di una solidarietà sociale diffusa che si era organizzata e strutturata in quello che era il nostro sistema previdenziale e che, ahinoi, non esiste più. Ma questo è solo un piccolo esempio.
(segue)

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