Condivido e faccio mie le preoccupazioni che hanno spinto associazioni e sindacati a redigere un appello ai candidati alle elezioni. Credo che sul tema dell’immigrazione il nostro paese sconti oggi una terribile difficoltà frutto di quanto stabilito da una legge incivile, la Bossi-Fini, che è stata voluta non per risolvere ma per aggravare la situazione in modo che i fenomeni migratori in Italia continuassero a non essere regolati. Questo per mantenere molti immigrati ostaggio dello sfruttamento e del lavoro nero e per continuare a additare chi non poteva, in base a queste norme astruse e discriminanti, mettersi in regola, come capro espiatorio per i problemi sociali di tanta parte del paese. Quello che concretamente si può ancora fare in queste ultime settimane è varare un decreto flussi che per lo meno renda possibile la regolarizzazione dei tanti che sono rimasti fuori dal numero che era stato fissato per quest’anno. Si tratta di persone che in larghissima parte già vivono e lavorano in mezzo a noi. Ho portato questa proposta in Consiglio dei Ministri e l’ho sottoposta anche agli altri Ministri competenti: ora si tratta di realizzarla. Sul piano generale è evidente a tutti come l’Italia sia divenuta da paese di emigranti un paese di immigrazione. Proprio per questo occorre offrire rapidamente a questi nuovi cittadini un quadro di norme che garantiscano legalità, equità e diritti.









