4 Marzo, 2008

Basta tira e molla sulla sicurezza sul lavoro

Paolo Ferrero

da Paolo Ferrero

Comunicato stampa

“Il tira e molla sulla sicurezza sul lavoro sta diventando vergognoso. Dopo il rogo della Thyssen Krupp avevo chiesto in Consiglio dei Ministri di approvare i decreti entro dicembre. Prodi e Damiano mi avevano proposto fine gennaio. Adesso è passato un altro mese abbondante e non è successo nulla, nonostante il testo del decreto sia pronto da tempo. Le giornate passano in estenuanti trattative con Confindustria senza che nemmeno sia reso pubblico qual è l’oggetto del contendere. Adesso basta. Damiano e Prodi portino in Consiglio dei Ministri il Decreto e lo si approvi. Che il Partito Democratico stia diventando il partito di riferimento di Confindustria l’ho capito. Che per questo fatto si continui a tergiversare sulla sicurezza sui posti di lavoro lo trovo francamente vergognoso”.

Ufficio Stampa Ministero della Solidarietà Sociale

4 Marzo, 2008

morti bianche

da posturanismo

Una piaga senza fine, una spirale di cui non si intravede la coda, il fenomeno dell’arretratezza culturale in cui versa l’Italia. Parlo di cultura perchè manca una vera educazione al lavoro, ma soprattutto alla SICUREZZA SUL LAVORO. Si dice che il grado di civilità di un paese lo si misura anche da queste grandi cose e l’Italia, rispetto al resto dell’Europa, fa a gara per risultare vergognosa. Muoiono operai nei modi più orrendi, cadono dalle impalcature di 20 metri, muoiono nelle cisterne di zolfo, vengono schiacciati dai macchinari e cosa si scopre? Si scopre che non avevano gli elmetti di sicurezza, che sono morti per aiutarsi l’un l’altro, che ogni giorno lavoravano e dovevano stare attenti per non rischiare la pelle. Si può lavorare in questo modo? Si possono ricattare i bisogni delle persone? Manca il rispetto per chi lavora, manca la considerazione di anni ed anni di lotte sindacali che ora vengono definite SUPERABILI ed anacronistiche. Ma quanto trovo fastidioso quel Montezemolo, lui, che parla di crescita del paese e fa stampare le maglie della Ferrari in Cina o a Taiwan, lui che è contento delle candidature di esponenti dell’impresa nel PD (l’ex segretario di Federmeccanica, persona di destra, si candida nel partito di Veltroni) e auspica  la stessa cosa per il PdL e  parla  di continui investimenti nell’impresa come “unica via per lo sviluppo del Paese”.  Nessuna parola verso gli operai di Molfetta. Nessuna. Nemmeno dal capogruppo alla Camera del PD, Soro, giungono parole confortanti in merito. Parlano ipocritamente “del superamento delle storiche divisioni” tra il mondo operaio e quello dell’impresa attraverso le candidature ambigue del PD. Sentendo queste cose mi chiedo: se un operaio mira a voler essere iperprotetto sul luogo di lavoro, e si auspica un aumento di salari e per Confindustria queste cose non hanno senso di esistere perchè l’unico modo per far crescere l’Italia è solo investire nell’impresa, come si fa a  metterli d’accordo?

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