Il 2008 sarà anno di rituali Commemorazioni, di Ricordi. È cominciato con la Memoria della Costituzione della Repubblica italiana (entrata in vigore il primo Gennaio del 1948) e si continuerà a breve con Aldo Moro e Peppino Impastato. In qualche occasione (sempre più spesso, temo) diventerà caleidoscopio della silenziosa e passiva involuzione culturale, ad egemonia reazionaria e liberista, che sta subendo la nostra Società. Dalle Istituzioni (di Governo, di Educazione e di controllo) a gran parte del tessuto sociale.
Nel 1978, quindi trent’anni fa, il Parlamento italiano approvò la Legge sull’equo canone che definiva strettamente il canone di affitto degli immobili urbani (destinati ad uso abitativo) in base ad una percentuale massima stabilita. Questa disposizione nacque grazie ad un’ampia mobilitazione sociale per rivendicare politiche efficaci di riduzione degli affitti e per la costruzione delle “case popolari” (uno strumento che l’Italia non ha mai utilizzato adeguatamente, solo l’1% dell’intera produzione edilizia). C’era, insomma, una cultura diffusa e di Sinistra che sapeva interpretare e difendere i bisogni “reali”.









