7 Gennaio, 2008

Libera Casa, no “libero mercato”!

Il 2008 sarà anno di rituali Commemorazioni, di Ricordi. È cominciato con la Memoria della Costituzione della Repubblica italiana (entrata in vigore il primo Gennaio del 1948) e si continuerà a breve con Aldo Moro e Peppino Impastato. In qualche occasione (sempre più spesso, temo) diventerà caleidoscopio della silenziosa e passiva involuzione culturale, ad egemonia reazionaria e liberista, che sta subendo la nostra Società. Dalle Istituzioni (di Governo, di Educazione e di controllo) a gran parte del tessuto sociale.

Nel 1978, quindi trent’anni fa, il Parlamento italiano approvò la Legge sull’equo canone che definiva strettamente il canone di affitto degli immobili urbani (destinati ad uso abitativo) in base ad una percentuale massima stabilita. Questa disposizione nacque grazie ad un’ampia mobilitazione sociale per rivendicare politiche efficaci di riduzione degli affitti e per la costruzione delle “case popolari” (uno strumento che l’Italia non ha mai utilizzato adeguatamente, solo l’1% dell’intera produzione edilizia). C’era, insomma, una cultura diffusa e di Sinistra che sapeva interpretare e difendere i bisogni “reali”.

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7 Gennaio, 2008

Decreto del Presidente della Giunta regionale - 27 Dicembre 2007, n. 1057

Approvazione Accordo di Programma sottoscritto in data 08 novembre 2007, per l’attuazione del Programma di Recupero Urbano (P.R.U.) di cui all’art. 11 della Legge n. 493/93, tra la Regione Puglia e il Comune di Mola di Bari.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

- VISTO che l’art. 11 della legge 04-01-93, n. 493, prevede la realizzazione di Programmi di Recupero Urbano.
- VISTO che la Regione Puglia, con deliberazione del Consiglio Regionale 18-10-1994, n. 894, ha, tra l’altro, promosso e disciplinato la realizzazione di Programmi di Recupero Urbano.
- CONSIDERATO che con decreti n. 280/96 e n. 3546/98, il Ministero dei LL.PP.-CER, ha, tra l’altro, messo a disposizione della Regione Puglia i fondi destinati all’attuazione di detti programmi.

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