Lenin direbbe: i simboli sono puro accidente, ma il comunismo non può essere archiviato
di Andrea Fabozzi su Il Manifesto del 28/11/2007

Sostiene di aver già «assaporato» le schede dove al posto della falce e martello c’era la barba di Garibaldi, e aveva solo sei anni d’età, e comunque non per questo il professore storico e comunista Luciano Canfora proverà dispiacere quando, questione di giorni, la sinistra italiana annuncerà la rinuncia al marchio comunista.
«Nel mio leninismo assoluto - dice il professore - trovo incomprensibile tutto questo stare appresso ai simboli».

Eppure a incrociare falce e martello nel simbolo pare sia stato proprio Lenin.
Non vedo il dramma, non mi crea imbarazzo che scompaia un simbolo anacronistico. Non c’è nemmeno l’ombra dell’emozione che ci fu nel 1989. Come strumenti del lavoro la falce e il martello sono talmente anacronistici che già la Ddr aveva introdotto nella sua bandiera il compasso.

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