Video inchiesta del Collettivo de-stabilizzati di Bari sul Lavoro precario.
Ogni Mercoledì (ore 20) - Assemblea permanente della Casa della Sinistra;
Ogni Giovedì (ore 19) - Incontro del Direttivo di Rifondazione Comunista ed Assemblea dei Giovani Comunist@;
Per i tesserati 2007 il rinnovo della Tessera a Rifondazione Comunista (o Giovani Comunist@) può essere effettuato ogni Mercoledì presso il Circolo dalle ore 19,00
Per i nuovi richiedenti la richiesta va inoltrata al Circolo alla attenzione del Presidente del Collegio di Garanzia e per conoscenza al Segretario Cittadino
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Video inchiesta del Collettivo de-stabilizzati di Bari sul Lavoro precario.
di Danilo Giorgi
Esiste un problema “laicità” di questo governo. Non solo verso il Vaticano, ma anche verso Confindustria. Il testo del protocollo su welfare e lavoro, su cui è stata imposta la fiducia, ritorna alla sua forma originaria, su cui si era votato con un referendum tra lavoratori e pensionati. Anzi, peggiorata: la possibilità di trasformare i contratti a tempo determinato in tempo indeterminato dopo 36 mesi, è affidata alla contrattazione delle parti sociali. Vale a dire che non è più un diritto soggettivo.
Quale futuro per la Sinistra molese?

Come Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, forza politica presente da alcuni mesi sul territorio locale, abbiamo avviato con i compagni del Prc (e dei Comunisti Italiani) un percorso di iniziative comuni pubbliche, nella prospettiva di unità futura di tutta la Sinistra, ed abbiamo fino ad oggi condiviso gran parte delle proposte politiche avanzate dal Prc all’amministrazione comunale (ad esempio, l’istituzione della Multiservizi pubblica e dell’Infocenter).
Tuttavia, la formale dichiarazione di qualche settimana fa, con la quale il Prc ha deciso di abbandonare la coalizione e la maggioranza di centro-sinistra del nostro paese, ci sprona ad interrogarci sul modus operandi futuro della Sinistra molese.

C’è poco da fare, ci si può allontanare quanto si vuole ma tante cose ti riportano lì. A quel che accade nella politica italiana. Franco Giordano è a Praga, per partecipare al secondo congresso della Sinistra europea. E’ qui per discutere come entrare in sintonia coi movimenti sociali che attraversano il vecchio continente, quali obiettivi disegnare per la sinistra. Un’agenzia arrivata sul telefonino segnala però quel che sta avvenendo a Roma, il consiglio dei ministri che dà via libera alla fiducia. E si ritorna a parlare di cose italiane. Anche se la distanza, stavolta, consente di parlarne senza stare attenti alle virgole. Senza diplomatismi. E le parole di Giordano, qui a Praga, sono dure, nette. Per lui i problemi di questo governo non dipendono dall’«esiguità dei numeri». Non è vero insomma che l’esecutivo di Prodi sia nei “guai” solo perché al Senato può contare su due, tre voti di maggioranza, che poi - tante volte - si riducono ad uno. Non c’è solo questo, c’è un problema più “politico”. Questo: «La precarietà del governo non deriva dalla risicatezza dei numeri. Viene invece dal deficit di autonomia che rivela nei confronti della Confindustria». Di più. In una chiacchierata coi giornalisti italiani che sono qui a Praga, Giordano si spinge più in là. Fino a definire questo governo «non completamente libero».
…on_line il quinto video della Casa del Popolo.
E’ possibile commentare il cdpNIUS.
Daniela Dioguardi per il Prc-Se interroga il Ministro per le pari opportunità sulla tutela delle donne vittime di violenza.
Al Ministro per le pari opportunità
per sapere
– premesso che:
al di là del caso specifico, sul quale sarà compito della magistratura accertare tutte le eventuali responsabilità dei sanitari che la visitarono e del convivente, si ripropone con forza la necessità di attivare, con tutta la dovuta e necessaria rapidità, una rete nazionale e territoriale in grado di tutelare le donne da questa crescente ondata di violenza -:
se non si ritenga necessario ed urgente, stante anche gli impegni presi sulla tematica specifica della tutela delle donne vittime di violenze, attivare immediatamente un piano nazionale antiviolenza, ramificato anche a livello locale, che veda al suo interno corsi di formazione e preparazione specifica per tutti i soggetti che lavorano nei servizi sanitari, sociali e di protezione, coinvolti in simili episodi, in raccordo con i centri antiviolenza per le donne che vanno ulteriormente rafforzati e pubblicizzati, al fine di contrastare efficacemente la violenza contro le donne.
da carta
A sentire la ministra delle pari opportunità, Barbara Pollastrini, annunciare la creazione del Forum permanente sulla violenza alle donne, sembra che la manifestazione contro la violenza sulle donne di Sabato 24 novembre sia stata indetta dallo stesso governo. Per Pollastrini, di fronte alla questione culturale e sociale sollevata dalla violenza di genere, «non basta una singola legge, ma occorre una strategia complessiva. Riempire–aggiunge, con riferimento al ddl attualmente all’esame della Camera–come stiamo facendo, il vuoto normativo è fondamentale, considerato che la legge vigente punisce lo stalking [le molestie ripetute] con un’ammenda». Intanto si organizza la mobilitazione dal basso, che si dimostra sempre più ampia. Molti pullman arriveranno a Roma sabato [da Pescara, Spoleto, Padova, Milano, Brindisi, Genova, Cagliari…]. Tutte le informazioni sono reperibili su www.controviolenzadonne.org, l’appuntamento è per sabato 24 alle 14, piazza della Repubblica.
“Welfare. Il Prc abbandona il tavolo“
“Abbandoniamo la riunione perché se non ci sono elementi nuovi non ha senso restare. Così non è possibile chiudere entro stasera”. Così spiega Augusto Rocchi deputato membro della Commissione Lavoro di Montecitorio, la decisione di Rifondazione comunista che ha sospeso la discussione nella tarda serata di ieri a Montecitorio.
“Non ci sono novità su alcuni punti fondamentali come sui contratti a termine e sui lavori usuranti. Sul primo punto - prosegue Rocchi - ho avuto un no da Damiano sul conteggio nei 36 mesi oltre i contratti a termine anche di altre forme contrattuali come l’interinale o i co.co.co. Ho avuto invece un ni sul diritto di precedenza per il rinnovo dei contratti a termine” per evitare che alla scadenza dei 36 mesi, il datore di lavoro assuma un’altra persona invece di trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Mola di Bari - al Documento ed alla Conferenza stampa di Rifondazione Comunista ha risposto il Partito Democratico con una nota ripresa dal quotidiano ”La Gazzetta del Mezzogiorno“.
“le coordinate del piddì“
premessa: ogni replica in Democrazia è sempre legittima, ogni critica è necessariamente doverosa. Il Conflitto (quello Politico, non altro) esiste ed è bene che ci sia, nessuno lo dimentica.
Questa mattina ricevo un messaggio, erano le nove_e_trentaminuti_circa. Biblioteca. Lo leggo, mi dicono di acquistare la Gazzetta del Mezzogiorno. “E’ guerra”, aggiungono. Questo gergo militare non mi piace, non lo uso. La non_violenza si impara praticandola, innanzitutto. Anche nelle parole. Ma poco importa. Finisco di fare la mia Ricerca quotidiana, ore undici circa. Dalla prima Edicola acquisto il giornale. Apro le pagine che mi interessano, leggo l’articolo “Mola, scontro frontale Prc-Pd” (spero senza nessun ferito). È la risposta di Sabino Pesce (ieri Coordinatore della Margherita) e di Vito Fumai (ieri Segretario dei Democratici di Sinistra) alla decisione assembleare (non di una persona, o due) di Rifondazione Comunista. Quella di uscire da questa Maggioranza e dalla Coalizione, continuando comunque a sostenere un Programma condiviso.
La Casa del Popolo intervista Andrea Gargiulo
17 Novembre 2007
I parte
II parte
da LoSpiraglio

MOLA – Da tempo immemorabile la grande croce situata quasi all’ingresso del cimitero rappresenta un momento di raccoglimento e preghiera. Al di sotto della grande croce monumentale, infatti, è situato l’ossario dei tanti concittadini defunti che non trovano posto per svariate ragioni in loculi particolari. E lo spazio circostante, come si può ben vedere recandosi al cimitero, è sempre cosparso di fiori e ceri, segno tangibile della devozione di tanti.