Il livello salariale dei lavoratori italiani è il più basso d’Europa: quart’ultimo il livello del costo orario, ultimo il livello del salario lordo. Ce lo rivelano i dati della ricerca Eurispes, l’Istituto italiano di ricerca sociale, dal titolo emblematico: “Povero lavoratore: l’inflazione ha prosciugato i salari”. Non solo, ma la ricerca denuncia un altro dato di cui le nostre tasche soffrono sempre più, e cioè che abbiamo perso posizione anno dopo anno, attraverso una dinamica salariale che più che bloccata è proprio arretrata, considerando che dal 2004 al 2006 la crescita dei salari netti è stata del 4,1% a fronte di un aumento dell’inflazione del 20%. In altri termini, fatto 100 sia il valore del salario medio che quello dei prezzi al consumo, il primo è aumentato a 116,7 mentre il secondo a 120 - dati al dicembre 2006.









